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Progetto Mammut – principali ambiti di intervento

Centro Bambini
Il lavoro sugli intrecci tra didattica e spazio pubblico della città del Centro Bambini si articola in 3 sezioni:
Scuole in Officina – laboratori didattici mattutini frutto della programmazione concordata con gli insegnanti dei bambini che frequentano il doposcuola attivo presso il Centro Mammut, svolti durante l’orario scolastico tra i locali in piazza Giovanni Paolo II e le aule delle scuole partecipanti. Il percorso ha la finalità di offrire un supporto alla scuola attraverso l’attivazione di percorsi didattici ed educativi in orario curricolare finalizzati all’innovazione didattica, attraverso la ricomposizione dell’unità di chi impara (corpo e mente), di chi insegna (didattica ed educazione), del contesto (la città-aula) e del sapere appreso (inter-disciplinarietà).
Officine dei Piccoli – percorsi pomeridiani che hanno come oggetto la sperimentazione didattica e la ricerca scientifica e letteraria. Basati su espressività teatrale, narrazione, letto-scrittura, sperimentazioni scientifiche, osservazione astronomica, costruzione, manualità e pittura, sono finalizzati agli obiettivi didattici e educativi individualizzati, rivolti alla crescita armonica dei bambini del territorio. I percorsi sono svolti tra i locali del Centro Mammut e gli spazi pubblici interessati dall’intervento progettuale.
Doposcuola: supporto scolastico pomeridiano che si sviluppa attorno al concetto di triangolazione, ovvero il coinvolgimento di scuola e famiglia, con l’obiettivo di ottenere un ribaltamento di ruolo del bambino: da bambino considerato in difficoltà a bambino dotato di proprie caratteristiche e potenzialità.
Giornate di piazza – basate sulla partecipazione corale di famiglie, scuole e bambini attraverso attività ludiche, artistiche e culinarie con sfondi integratori comuni.
Alle attività partecipano bambini italiani e non, rom.
Centro Ragazzi
Educativa di strada – Percorsi educativi di base nell’utilizzo di spazi, attrezzature e rete sociale del Centro Territoriale, rivolti a ragazzi del territorio maggiormente disorientati, attraverso lo sviluppo di una relazione significativa con gli operatori preposti. La presenza quotidiana presso i locali del Centro degli educatori di progetto, permette al Mammut di mantenere e rafforzare la componente di punto di riferimento per adolescenti e pre-adolescenti.
Sfreno – laboratori di espressività, costruzione ed esplorazione geografica svolti dentro e fuori ai locali del Centro, aventi come finalità prevalenti il recupero dello spazio pubblico urbano e la creazione di una comunità educante, lavorando sul supporto e lo sviluppo delle passioni e delle curiosità dei giovani offrendo anche momenti di formazione ed approfondimento con esperti. La manifestazione finale di luglio in piazza Giovanni Paolo II, diventa lo sfondo integratore di tutte le azioni rivolte ai ragazzi e realizzate a partire da settembre.
Pei – sviluppo dei Percorsi educativi individualizzati improntati alla “metodologia Corridoio” avviati nei tre anni precedenti. I percorsi Corridoio sono basati sul viaggio e sulla sperimentazione in attività lavorative, espressive e sociali in “contesti spaesanti”.
Centro Migranti
Sportello informativo – Consulenza, orientamento e primo accompagnamento su tematiche giuridiche, sanitarie e burocratiche, attuato con la collaborazione della Associazione di migranti A3I e l’avvocato attivo all’interno del Centro Mammut;
Percorso d’insegnamento d’italiano L2 per migranti – Scuola Mammut di Italiano per Tutti (Smit) in collaborazione con cinque volontari e con i Missionari Comboniani di Castel Volturno (Ce) che offrono spazi all’interno della struttura “La Casa del Bambino”. Il gruppo è composto da 30 migranti (tra uomini e donne) suddivisi in due classi, in base al livello di competenza linguistica. Il corso funziona secondo le modalità della pedagogia attiva e della partecipazione urbana e si configura come contesto di accoglienza e di cura per le persone migranti: l’idea alla base dell’intervento è quello di offrire percorsi che restituiscano alle persone la loro “interezza”, e siano il più possibile onnicomprensivi rispetto ai loro bisogni di alfabetizzazione, assistenza legale, orientamento sociale, accompagnamento al lavoro e alla formazione professionale, assistenza sanitaria; dal punto di vista didattico, la scommessa è quella di sperimentare un modo di fare scuola in grado di coniugare, partendo dall’esperienza concreta degli studenti, il metodo “naturale” ispirato all’attivismo con quello “scientifico” ispirato alla Montessori, tenendo presente che un buon metodo, come sosteneva Freinet, non è né esclusivamente “naturale” né esclusivamente “analitico” ma vivo e adattato al contesto d’azione;
Rete di scuole migranti: dal luglio 2010 si è formata spontaneamente una rete di scuole d’italiano L2 che intende riflettere su nodi didattici, educativi e politici e condividere esperienze, approcci. Oltre al Centro Mammut, essa comprende Scuola Asnada (Milano), Scuola di italiano (Nonantola, MO), Scuola By Piedi (Bologna), Gli Anelli Mancanti (Firenze), Asinitas, CSOA ex SNIA – Assemblea delle donne del Consultorio del Pigneto (Roma), A3I, Chi rom e… chi no, CISS, Mondopopoli, Scuola di pace, Squola popolare (Napoli e dintorni), Scuola SS. Salvatore (Casal di Principe, CE).
Il Centro Migranti si regge prevalentemente sulle risorse volontarie del Centro, essendo subordinata al reperimento di nuove risorse la possibilità di fornire un incremento del servizio.
Mito del Mammut
Rivolto a scuole, associazioni e agenzie educative di tutt’Italia, il gioco di teatro-quartiere consiste nell’intervento migliorativo di uno spazio pubblico bisognoso di cure che, attraverso la sperimentazione della metodologia promossa dal Centro, sarà occasione di innovazione didattica ed educativa. A luglio 2010 è stato emesso il bando di gara sull’intero territorio nazionale.