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Progetto “Ar Rafiq” realizzato da Coop. Dedalus

Destinatari dell’intervento:minori stranieri di età compresa tra i tre e gli undici anni inseriti e non ancora inseriti nella scuola dell’obbligo e le loro famiglie, dei quartieri San Lorenzo, Vicaria e Poggioreale.

Ar-rafiq è un servizio finalizzato ad accogliere e a sviluppare le esigenze di socializzazione e di crescita, di mantenimento della cultura d’origine, di supporto all’inclusione scolastica e all’integrazione interculturale. Le attività si articolano in orario extrascolastico e seguono dunque la stagionalità della frequenza scolastica. Nel periodo da settembre fino alla chiusura estiva delle scuole, il servizio è attivo dalle 14 alle 19 dal lunedì al venerdì. Dalla chiusura delle scuole (metà giugno circa) fino al termine del mese di luglio e durante la chiusura invernale delle scuole per le festività natalizie, il servizio è attivo dalle 8.30 alle 16.00, dal lunedì al venerdì. Nello specifico le attività del progetto sono: rituali (accoglienza, igiene, alimentazione, relax ); laboratori per il mantenimento della cultura e della lingua d’origine; sostegno all’apprendimento della lingua italiana; tutoraggio individuale e supporto all’inclusione scolastica (accompagnamento all’iscrizione scolastica, sostegno ai genitori con scarsa conoscenza dell’italiano agli incontri con le famiglie, collegamento con docenti e dirigenti scolastici per la segnalazione di casi); laboratori espressivi, narrativi e di manipolazione; attività ricreative e sportive; visite didattiche e campi estivi. Obiettivi del progetto Ar Rafiq è un servizio mirante all’integrazione sociale di bambini immigrati e delle loro famiglie. Il progetto ha lo scopo di intervenire, mediante un approccio integrato, sulla situazione familiare, sociale, scolastica e culturale dei minori, ovvero sugli elementi che ostacolano il godimento dei diritti di cittadinanza e che espongono i migranti al rischio di esclusione sociale.

Obiettivi specifici: contrastare l’istituzionalizzazione e l’affido non regolamentato (informale) ad altre famiglie, anche se temporaneo e dunque favorire il mantenimento del minore nella propria famiglia; sostenere le famiglie immigrate, con particolare attenzione a quelle monoparentali, nella cura dei figli e nelle scelte educative, per promuovere la conciliazione delle scelte lavorative e familiari; garantire pari opportunità, contrastare lo svantaggio, offrire ai bambini e alle bambine stranieri un luogo di formazione, di cura e di socializzazione, per lo sviluppo delle potenzialità cognitive, affettive e sociali; sostenere i bambini e i minori immigrati nell’attività scolastica, promuovere e organizzare spazi e opportunità a carattere ludico ricreativo attraverso lo scambio interculturale e la socializzazione con i bambini italiani; facilitare l’integrazione culturale, rafforzare e valorizzare le differenti identità: la lingua, la religione, le tradizioni, gli usi, i costumi; favorire la partecipazione delle famiglie ed in particolare delle mamme alla gestione del servizio, al fine di poter dare ai figli un’educazione adeguata anche all’interno di una cultura diversa dalla propria; educare al rispetto delle diversità e alla convivenza tra persone di diverse culture, ovvero sviluppare l’educazione alla mondialità e alla convivenza; facilitare l’ingresso nel circuito scolastico; diffondere nella scuola la conoscenza di elementi di altre culture e dei fenomeni migratori; diffondere modalità di lavoro basati sulla cooperazione e sull’ascolto dei bambini, la loro partecipazione attiva e il rispetto dei loro diritti;

sperimentare modalità educative interculturali basate sulla presenza di adulti e bambini di più culture. Le attività realizzate da “Ar Rafiq“ sono basate sull’interculturalità, che ne caratterizza la metodologia didattica e le tecniche educative. Particolare importanza è data al momento dell’accoglienza dei bambini e dei genitori ed alle azioni finalizzate alla conoscenza e al rispetto reciproco e alla valorizzazione delle diversità. Si è cercato di tradurre i presupposti della pedagogia interculturale in attività relazionali, promuovendo, così, l’integrazione e la socializzazione fra bambini e bambine appartenenti a diverse culture. Il progetto si avvale infine della mediazione culturale.